Il Territorio

Il Territorio in cui si trova Corte San Ruffillo corrisponde a quel confine naturale che separa la prospera Pianura Padana del Nord Italia, con la montuosa e longilinea penisola dello stivale, dove gli Appennini si avvicinano all'Adriatico fino a lambirne la costa.

Ci troviamo nella cosidetta Romagna Toscana, peculiarità di una regione già così ricca di varietà culturale e culinaria. Se l'Emilia Romagna è incontro-scontro di tradizioni in simpatico antagonismo tra tortellino e cappelletto, lambrusco e sangiovese, pianura e riviera, la Romagna Toscana si pone come un confine silenzioso, adagiato sull'entroterra collinare della provincia di Forlì-Cesena. Geograficamente appartenuta dal 1300 al Granducato di Toscana prima e alla provincia di Firenze poi fino al 1923, la cultura romagnola ha sempre caratterizzato queste terre, integrandole con le abitudini e tradizioni dei vicini tirrenici. Influenze che il turista attento può ritrovare sia nelle architetture e che nelle proposte alimentari.

Nello specifico ci troviamo nella vallata del Fiume Montone, in quell'asse naturale che collega Ravenna a Firenze, in un quasi Coast to Coast nostrano, grazie alla Statale 67 Tosco-Romagnola, adatta alle escursioni di amanti della bicicletta e del trekking, di cultori della fotografia per i suoi paesaggi, di curiosi di storia e cultura, già nota a tutti i centauri.

Per raggiungere il nostro Resort, giunti a Casone, al km 169 troverete l'indicazione a Sinistra per la

Località di San Ruffillo

Attraversato il fiume, all'incrocio a T, svoltando a destra ci vedrete sulla destra.
Terminato di ristrutturare nel 2013, il complesso si sviluppa all'interno dell'originale Casa Canonica, adiacente alla Chiesa ancora consacrata, dedicata a San Ruffillo Martire. Fatta edificare, così come la vediamo ora, da Leopoldo II de Medici, nel 1781, conserva al suo interno ancora soffitti lignei a cassettoni oltre che le antiche cantine. Le prime tracce storiche di un sito religioso in questo luogo risalgono a fine del 1200. Oggi è possibile ammirare l'ampio giardino, con i suoi cipressi secolari, l'orto biologico, la Chiesa, Il Ristorante e la casa Padronale a pianta quadrata adiacente: Villa Filetto. La canonica, progettata dall'architetto Fallani di Firenze, conserva le sue caratteristiche di costruzione tipiche della Toscana. Il sapiente e curato restauro conservativo, ha valorizzato al meglio la struttura originale sia negli interni che negli esterni, per tutelare questo edificio di interesse storico artistico vincolato dalle Belle Arti di Ravenna, nello spirito di azienda agrituristica a 360°. La scoperta del territorio, si sviluppa su due itinerari: salendo a monte verso il Passo del Muraglione e scendendo a Valle verso la Riviera Adriatica.

Il percorso verso Monte incontra come primo insediamento, il centro della vallata economicamente ed amministrativamente più rilevante :

Rocca San Casciano,

famosa in tutta Italia per la sua Festà dei Falò. Dei 4 borghi originali, ora ne rimangono 2: Borgo di Sopra e Mercato che ogni anno si sfidano, bruciando due enormi falò negli argini opposti del fiume Montone, il primo sabato dopo Pasqua (http://www.festadelfalo.it/). Ogni anno nella piazza principale si svolge l'illustre Premio Internazionale C.A. Cappelli ottima musica lirica, prosa, balletti. (http://www.internazionalecappelli.it/)
Nella piazza principale intitolata a Garibaldi, troviamo i seguenti edifici di interesse storico artistico: il Palazzo Pretorio, la Torre dell'Orologio con la sua preziosa statua della Vergine Addolorata, le antiche carceri, ora visitabili con esposti gli strumenti del mestiere dell'antico ciabattino di paese, la Chiesa del Suffragio. D'obbligo anche una visita al Ponte vecchio. Da vedere anche la settecentesca Biblioteca dei Frati Francescani, in cui,nelle sue antiche librerie, si possono ammirare antichi volumi fin dal 1523. Forse non sapete che la famosa Casa Editrice Cappelli di Bologna, fu fondata da Linicio Cappelli proprio qui a Rocca San Casciano, città di origine della Famiglia e si trasferì nel capoluogo emiliano nel 1914.

Continuando a salire si raggiunge

Portico di Romagna

borgo medioevale di una certa grandezza. Capitale della Romagna toscana dal 1386, vide tra le le famiglie dominanti quella dei Conti Guidi, Visconti di Milano. Percorrendo il viale principale, tra i vari palazzi signorili troviamo anche Palazzo Portinari, luogo galeotto dell'amore di Dante per Beatrice. Piccole strade e vicoli si diramano verso il fiume, attraversato dall'antico ponte della Maestà, ad arcata unica in pietra, di origine romana. Attraversando il torrente Tramazzo, il ponte termina con una piccola chiesa o cappella detta Visitazione che si trova sul Cammino di Assisi; il percorso che San Francesco fece dalla Toscana alla Romagna. In cima al promontorio nel centro cittadino, si domina dalla torre, una veduta suggestiva. Non si può non visitare la cittadina durante il periodo natalizio: angoli, finestre e giardini diventano scenario di Presepi originali e pittoreschi, accompagnati da un enorme braciere per le caldarroste, al centro della piazza. Famosa ad ottobre La sagra dei frutti di sottobosco. (http://www.emiliaromagnaturismo.com/it/eventi/forli-cesena/turismo-forlivese/copy_of_portico-di-romagna-il-paese-dei-presepi)

Comune insieme a Portico è l'abitato di

San Benedetto in Alpe,

a 499 mt sul livello del mare. Da questa località parte il percorso di trekking forse più famoso della zona, quello che porta alle cascate dell'Acquacheta. Passeggiata di semplice difficoltà che non comporta l'uso di particolari attrezzature, si sviluppa su di un percorso totale di 8 km, per una durata circa di 3 ore, con arrivo alle famose cascate “cantate da Dante” nell'inferno, ampie 30 mt e con un salto di circa 70 mt, e poi ritorno al parcheggio di partenza. Tra queste due cittadine appena descritte, lungo la statale, merita una visita il piccolo borgo medioevale di Bocconi.

Come quel fiume c'ha proprio cammino /prima dal Monte Viso 'nver' levante, / da la sinistra costa d'Apennino, / che si chiama Acquacheta suso, avante /
che si divalli giù nel basso letto, / e a Forlì di quel nome è vacante, / rimbomba là sovra San Benedetto / de l'Alpe per cadere ad una scesa /
ove dovea per mille esser recetto; / così, giù d'una ripa discoscesa, / trovammo risonar quell' acqua tinta, / sì che 'n poc' ora avria l'orecchia offesa.

(Dante Alighieri Divina commedia Inferno canto XVI)

Da questo punto in poi, entriamo nel vivo del

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi,

dove la natura domina, la vallata si stringe e le curve si alternano tra i boschi. Istituito nel 1993, comprende un vasto territorio tra la Romanga e la Toscana e si estende in parte nelle vallate delle comunità montane del Montone, Rabbi, Bidente e Tramazzo. “Il territorio romagnolo è caratterizzato da vallate strette e incassate, con versanti a tratti rocciosi e a tratti fittamente boscati.” Le foreste demaniali ne sono il suo cuore antico, gestite in maniera oculata da molti anni, rappresentano un valore naturalistico prezioso per la sua ricchezza di flora e fauna. Troviamo in questo parco la riserva naturale integrale di Sasso Fratino, la prima istituita in Italia nel 1959, e quella della Pietra oltre ad altre riserve naturali biogenetiche, gestite tuttora dal Corpo Forestale dello Stato. Il ricco sito internet e l'attenta gestione propongono al turista un vasto repertorio di percorsi di trekking giornalieri, a tappe, escursioni in bicicletta e percorsi natura pensati per i più piccoli a valore didattico. http://www.parks.it/parco.nazionale.for.casentinesi/iti.php

All'interno del parco la statale prosegue senza incontrare nessun centro abitato, fino a raggiungere il famoso valico, detto il

Passo del Muraglione.

Anticamente percorso da mulattiere, il valico divenne carrozzabile nel 1836 per volere del granduca di Toscana Leopoldo II (Antico Proprietario e committente di Corte San Ruffillo, così come la vediamo ora). Contemporaneamente alla strada, furono costruiti sul passo una casa cantoniera, un alberghetto e un muro di pietre che offrisse ai viandanti un riparo dal forte vento di crinale (da qui l'origine del nome). Il passo è un posto-tappa della Grande escursione appenninica. Le due illustri capitali della bellezza italiana distano dal nostro agriturismo pochi chilometri. La bizantina Ravenna si trova a soli 50 km scendendo verso mare, mentre l'illustre Firenze dista 90 km e per raggiungerla si prosegue questa piacevole immersione nel Parco delle Foreste Casentinesi. Entrambe le località sono visitabili con una gita di un giorno per ciascuna.


Il percorso che da Corte San Ruffillo porta verso il mare incontra come primo centro abitato

Dovadola.

Il borgo di origini romaniche e struttura medioevale, sorge in un ansa del fiume Montone, tanto da doverlo attraversare due volte percorrendo il paese: da qui il nome latino “duo vadi”. Il nome attuale deriva infatti da Dovadora che è l'unione di duo e vadula, ossia "due guadi" riferendosi a due guadi del fiume Montone (fonte comuni italiani). Da lontano in entrambe le direzioni si scorge la fortificazione eretta dai Conti Guidi intorno al XII° secolo (la Roccaccia), attualmente in ristrutturazione. L'intera cittadina risente dello stile architettonico toscano. Diversi sono gli aspetti interessanti di questo Comune.
Di carattere storico: Il palazzo di Montaguto, in località San Ruffillo, che ospito' Garibaldi in fuga (si tratta di una casa rurale con oratorio ed edificio padronale): per raggiungere il palazzo c'è un percorso tracciato dal CAI che si chiama proprio il “Sentiero di Garibaldi” e che, partendo dal centro di Dovadola, passa di fronte a Corte San Ruffillo.
Di ordine religioso, degno di nota è il museo ed il sarcofago della venerabile Benedetta Bianchi Porro, conservato nell'abbazia di Sant'Andrea e l'Eremo Santuario di Montepaolo, eretto sul luogo in cui Sant'Antonio da Padova si fermò a pregare nel 1221. Gli appassionati di musica non potranno mancare una visita al Liutaio Foscolo, personaggio rinomato della comunità, che qui ha il suo laboratorio.
Da un punto di vista enogastronomico, è tappa obbligata ad ottobre, con la sua cinquantenaria Sagra del Tartufo. Prelibato cammeo del territorio: il tartufo bianco.

Ora, scendendo a valle, la statale si allarga, diventando veloce via di comunicazione con il centro abitato più grande della vallata, il comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole, avamposto strategico di confine tra la vallata e il capoluogo Forlì. Famoso in tutta Italia per il suo Festival Canoro,

Castrocaro Terme

è una tappa fondamentale durante la visita in questi luoghi. Dominata principalmente dallo Stato Pontificio e  fino al 1400 dall'arcivescovo di Ravenna, vede successivamente l'egemonia delle famiglie Ordelaffi e Manfredi. Divenne in seguito Capoluogo della Romagna Toscana, sotto il Regno del Granducato. Infine dal 1800, la località è conosciuta come importante e famoso centro termale.
Dallo sperone roccioso a solatio, domina l'intera vallata la sua Fortezza medioevale. Recentemente restaurata, ospita un museo e al suo interno si svolgono rivisitazioni storiche e manifestazioni di falconeria. Scendendo verso il centro, si snoda il borgo medioevale. Lungo l'asse principale della cittadina, si trovano invece, il Padiglione delle Feste ed il Grand Hotel, monumenti di Art Decò dei primi del novecento.

Proseguendo verso Forlì, troviamo la cittadina medicea di

Terra del Sole.

In pochi chilometri possiamo gustare due stili diversi di fortificazioni difensive. Se la prima arroccata, era fondamentale per avvistare il nemico da lontano, con l'avvento della polvere da sparo, la strategia bellica cambiò radicalmente e con essa l'architettura. Abbandonata la Fortezza, si costruì un possente bastione che interrompesse il passaggio sulla strada principale, e che resistesse alle bombarde, con possenti mura.

Costruita con i precetti della città ideale rinascimentale, questa Città-fortezza rispondeva pienamente alle nuove esigenze dell'epoca. Fatta edificare da Leopoldo I de Medici, è erede diretta della dinastia della grande Signora di Forlì: Caterina Sforza. La cittadina è composta da quattro isolati distinti in due borghi principali (Romano e Fiorentino), difesi dal Castello del Governatore e dal Castello del Capitano delle Artiglierie. La cittadina, attraversata dalla strada principale, termina a valle con Porta Romana e a monte con Porta Fiorentina. Sulla vasta Piazza d'Armi si affacciano i suoi edifici monumentali: la Chiesa di S. Reparata e di fronte ad essa il Palazzo dei Commissari o Pretorio (sede del Museo della civiltà contadina), ai lati i due poteri che presiedono all'ordinato vivere civile, il Palazzo dei Provveditori e il Palazzo della Cancelleria, oltre che altri palazzi padronali.

Superando la località di Villa Rovere, la statale scende parallela al fiume fino ad arrivare a

Forlì
,

entrandovi dall'unica porta rimasta delle antiche mura: Porta Schiavonia. Capoluogo di provincia insieme a Cesena, ha origini romane da cui ne deriva il nome: Forum Livii. Come quasi tutti i capoluoghi della regione, si trova lungo l'asse della via Emilia che la divide letteralmente in due. Nella sua storia, subì dominazioni barbare, fu repubblica ghibellina. La famiglia più importante che la amministrò, fu quella degli Ordelaffi, che la ingentilirono con palazzi nobiliari e ampliandone la Rocca. Proprio la Rocca Sforzesca di Ravaldino è da tutti conosciuta come la Rocca di Caterina, perché qui in pieno Rinascimento, si svolge la storia della donna soprannominata “La leonessa di Romagna” che tenne le redini della politica della penisola, dimostrando intelligenza, astuzia e carisma.
Dalla porta si raggiunge il centro storico arrivando in Piazza Aurelio Saffi, una delle più ampie di Italia. Al centro la statua del padre del Risorgimento italiano che qui nacque. Su di essa si affacciano alcuni fra i monumenti più rappresentativi delle varie epoche cittadine: la basilica romanica di San Mercuriale con l'imponente campanile originale del XII secolo, il Palazzo Comunale, risalente al XIV secolo e rimaneggiato più volte con la Torre dell'Orologio, i quattrocenteschi Palazzo del Podestà e Palazzo Albertini, sede di interessanti esposizioni, e il novecentesco Palazzo delle Poste, esempio di architettura del Ventennio.

Poco distante il Complesso Museale San Domenico e l'adiacente Chiesa di San Giacomo, oltre ad ospitare la Pinacoteca cittadina con la sua magnifica Ebe del Canova, è sede di Mostre di interesse Nazionale. Durante tutto l'anno si svolgono mostre e proposte artistiche, ma regolarmente da Febbraio a Giugno viene esposta una approfondita ricerca artistica-culturale su un artista o un movimento. http://www.mostrefondazioneforli.it/
Corte San Ruffillo propone ogni anno pacchetti ad hoc, soggiorno, ingresso saltafila alla mostra e degustazione. Visita la nostra pagina nella sezione prenota un camera, per le offerte in corso.

Forlì è meta di visite con diversi percorsi turistici. Sì può scoprire la città rinascimentale, seguendo le già citate tracce di Caterina, dal municipio alla rocca, proseguendo sulla via Emilia fino ad arrivare ad Imola passando per Faenza. Si possono leggere i versi di Dante, ricercandone le dimore che lo ospitarono, ritrovando i luoghi “del Sanguinoso mucchio”, provenendo dal nostro Resort fino ad arrivare alla sua tomba a Ravenna.
Poi abbiamo la Forlì del movimento modernista-razionalista. Un intero quartiere si sviluppa su di un itinerario di Architettura Pubblica ed Urbanistica, con diverse costruzioni: la stazione ferroviaria, l'istituto superiore Industriale e l'imponente Ex collegio aeronautico, che ospita al suo interno una rarità: un mosaico in bianco e nero che illustra la storia dell'aviazione da Icaro allo spazio. La tradizione aerea a Forlì non si è esaurita neppure oggi. Nella cittadina romagnola abbiamo uno dei pochi istituti tecnici statali aeronautici d'Italia, la sede di ingegneria aerospaziale e l'illustre Enav Academy. Proseguendo sul filone aeronautico non si può non ricordare le Officine Caproni di Predappio, che con i loro sotterranei e tunnel, seppero innovare le costruzioni aeree nazionali. Abbandonate per anni, ora sono sede del Laboratorio CICLoPE dell’Università di Bologna. Il Long Pipe del CICLoPE è una galleria del vento, unica al mondo nel suo genere. Grazie al fatto che è stata installata all’interno dei tunnel delle “Ex Industrie Caproni”, consente di sviluppare progetti di ricerca unici, sfruttando le sue dimensioni, le caratteristiche ambientali costanti e la completa assenza di disturbi esterni. Seguendo questo filone modernista/ricerca universitaria, la visita prosegue da Predappio a Rocca delle Caminate, dove è stata recentemente rinnovata la sua rocca. L'edificio domina le vallate tra Forlì, Predappio e Meldola, le sue origini si perdono tra storia e leggenda. Si sa poco di ciò che sorgesse su questo promontorio strategico, con una visuale ampia fino al mare. Anche le origini del nome stesso della località, sono controverse. Nella storia recente fu dimora principale di Benito Mussolini, che ne fece edificare anche il faro, tutt'ora esistente. Abbandonata per anni, è stata recentemente restaurata con anche fondi Europei quale sede del Tecnopolo per la Ricerca Industriale di Forlì-Cesena.


Turismo in un App

Forlì, una città nella quale si respira la storia. Un fiero medioevo ghibellino, un breve ma splendido Rinascimento, i secoli della dominazione ecclesiastica, un Risorgimento vissuto fino in fondo, l'impronta dell'urbanistica del Ventennio. Tutto è presente: nelle grandi sale della Pinacoteca e dei Musei, nelle strade, nelle vie, nascosto sotto i portici, nei giardini e negli scorci del centro storico.

Con l'app Altra Romagna si scopre un nuovo volto dell’Appennino Romagnolo, un territorio ricco di fascino, cultura, natura e tradizioni, in grado di cogliere il meglio dal proprio passato per rinnovarsi. L'App diventa lo strumento con cui cittadini e turisti possono scoprire il territorio in un modo nuovo e coinvolgente.